
Lunedì 20 gennaio 2025 si è registrato un nuovo capitolo nella lunga e intricata vicenda della ex cava di Paterno, situata nel comune di Vaglia. Lanciotto Ottaviani, liquidatore della società Industriale Vaglia Srl in liquidazione e proprietario formale dell’area, ha deciso di intervenire personalmente per mettere un freno agli accessi non autorizzati al sito. Ottaviani si è recato presso la cava per applicare un nuovo lucchetto al complesso industriale e ai terreni, nel tentativo di garantire maggiore sicurezza e limitare le incursioni che si sono verificate negli ultimi mesi.
La decisione arriva dopo che, a seguito della restituzione formale della proprietà avvenuta nell'ottobre scorso, il Comune di Vaglia non ha ancora fornito risposte alle richieste di contatto inoltrate da Ottaviani tramite diverse comunicazioni PEC. La questione si è ulteriormente complicata quando Ottaviani ha appreso che le chiavi del sito erano state consegnate, in passato, proprio al Comune di Vaglia, che avrebbe consentito accessi non autorizzati da parte di soggetti terzi. Questo, secondo quanto denunciato dalla famiglia Ottaviani, ha generato un potenziale rischio di alterazione dello stato dei luoghi, sollevando il timore che la situazione attuale non rifletta le reali condizioni dell’area al momento del dissequestro.
La famiglia Ottaviani ha più volte ribadito di aver già presentato denunce e querele alla Procura della Repubblica di Firenze per contestare quella che definisce una gestione irregolare e priva di trasparenza da parte del Comune di Vaglia. Tra le accuse mosse, vi è anche quella di aver permesso una presunta "messa in sicurezza" dell’area nel 2022, mentre il sito era ancora sotto sequestro penale, senza però che vi fosse un’adeguata delibera o ordinanza ufficiale. Tali interventi, insieme agli accessi non autorizzati, avrebbero contribuito, secondo gli Ottaviani, a modificare la destinazione d’uso e la percezione della cava, dichiarata recentemente come “verde pubblico” nonostante non sia mai stata avviata una bonifica ambientale completa.
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La vicenda, già di per sé complessa (articolo qui), è aggravata dalla mancata risposta da parte del Comune di Vaglia alle richieste di Ottaviani di concordare un sopralluogo congiunto per verificare lo stato dei luoghi. La famiglia continua a sollecitare un contatto diretto con l’amministrazione, sottolineando che tali verifiche sono necessarie per chiarire le attuali condizioni del sito, che, secondo una perizia tecnica, avrebbe un valore negativo a causa degli ingenti costi necessari per la bonifica e la messa in sicurezza.
Lunedì 20 Gennaio, l’applicazione del nuovo lucchetto da parte di Ottaviani rappresenta un gesto concreto e simbolico per riprendere il controllo dell’area. Tuttavia, la situazione resta tesa, con la famiglia determinata a intraprendere ulteriori azioni legali se il Comune non provvederà a fornire chiarimenti. La cava di Paterno, un tempo simbolo di sviluppo economico, rimane oggi al centro di un intricato contenzioso che coinvolge aspetti ambientali, giudiziari e amministrativi, senza che una soluzione definitiva sembri ancora all’orizzonte.