
Dopo i recenti casi di cronaca usato il sistema digitale per mantenere l'anonimato dei ragazzi. Si è tenuto questa mattina nella Sala della Scherma della Fortezza da Basso il convegno del dottor Loris Pinzani su Tossicodipendenza, psicoterapia e processo anevrotico terapeutico. Numerosi gli studenti e i partecipanti intervenuti. Tra cui i giovani del liceo classico "Galileo" e dell'istituto professionale Buontalenti.
Sebbene i relatori fossero di fronte ai propri interlocutori si è scelto la via digitale per rispondere alle domande degli intervenuti. "Abbiamo scelto il sistema di messaggistica di WhatsApp – ha spiegato lo psicoterapeuta - perchè essendoci tanti minori, e alla luce dei recenti casi di cronaca, volevamo evitare che non trattenessero le proprie perplessità sull'argomento per paura di essere additati o giudicati". Inoltre per rendere più fruibile il messaggio agli studenti è stata proiettata la video-testimonianza di un paziente in cura per uso di stupefacenti.
"Cosa è emerso? Abbiamo illustrato come il Processo Anevrotico Terapeutico (PAT) sia un sistema di comunicazione che si instaura tra terapeuta e paziente al fine di ristrutturare la personalità debilitata da disagio mentale. E nel caso delle problematiche degli stupefacenti possa portare l'individuo a una scelta".
Un tema caldo considerando anche i numeri. Al 31 dicembre scorso sono giunte al Nucleo Operativo Tossicodipendenze (NOT) della Prefettura di Firenze 35 250 segnalazioni per detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti.
Secondo i dati presentati dall'Agenzia regionale della Sanità Toscana (Ars), dalle prevalenze calcolate nell’ultima rilevazione (2015) emerge che circa il 40% degli studenti toscani ha assunto almeno una sostanza illegale nella vita, registrando un aumento del 4% rispetto al 2011.
"Da non sottovalutare, inoltre, il crescente consumo delle nuove sostanze psicoattive – ha chiarito la professoressa Elisabetta Bertol, ordinario di tossicologia forense -. I dati dell'Osservatorio epidemiologico europeo dimostrano un aumento crescente di nuove molecole sintetizzate dagli 'architetti' della droga che ne riversano sul mercato a centinaia senza preoccuparsi della loro tossicità: il test lo fa direttamente l'assuntore".