
Sarà interessante rilanciare questa mattina (martedì 6 aprile) i contenuti di un articolo pubblicato da La Nazione (versione online) e firmato da Ilaria Ulivelli. Articolo che mette in luce come il caso degli avvocati (ricordate le polemiche per il loro accesso alla vaccinazione?) non sia certo la sola stortura nella campagna vaccinale in Toscana.
Vi si legge che, nelle oltre 140mila persone appartenenti al personale sanitario (vaccinato con Pfizer), sono rientrati non solo i soggetti in prima linea contro la pandemia. Ma anche amministrativi, psicologi, assistenti sociali, veterinari, giardinieri, manutentori, maestranze dei cantieri, addetti alle mense, cuochi e studenti iscritti a medicina dal terzo anno. Tutti vaccinati con Pfizer.
Insomma, forse si sarebbero potute risparmiare dosi per gli ultraottantenni. Da tutto questo è nato un doppio esposto alla Procura (contro la Regione) da parte del Codacons.
Marco
Poteva essere messa maggiore attenzione. Ma in una ASL i numeri del personale non a contatto coi pazienti (anche in ruolo sanitario) restano tutto sommato limitati. Questione più di principio che concreta, e l'emergenza richiede di concentrarsi sul concreto.
Ugo Natalino
Le vaccinazioni improprie sono il chiaro risultato di una programmazione/, organizzazione inesistente, da verificare come e da chi sia stata decisa,, e chiederne spiegazioni pubbliche, perché non si può banalizzare chiamandola casualità o conseguenza di imprevisti.
Paolo
come sempre finirà tutto a tarallucci e vino ... se già la stampa li considera "errori" . lo sappiamo bene come funzionano le cose nella nostra italietta ... siam fatti così, non facciamo finta di stupirci; l'italia è una repubblica fondata sui furbi dove la legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale che per altri. siamo il paese in cui per difendere il vaccino "a" andiamo a scovare gli effetti avversi del vaccino "b" perché siamo i fautori del "mal comune mezzo gaudio"; siamo il paese dove è meglio prendere per buono quello che si dice al bar invece che studiare , perché informarsi seriamente è fatica; siamo il paese del " a lavorare gli'ha andà chi un sa far altro" ed è per questo che tutti vogliamo stare dietro una scrivania, ma abbiamo perso il "il saper fare"
Valeria
Mi scusi ma ...dal suo commento sembra che ne vada orgoglioso di tutto cio' ...ci sono anche persone a cui non piace stare dietro ad una scrivania ...come me x esempio ...ma le persone che approfittano del vaccino passando avanti a chi ne ha piu' bisogno e' una cosa veramente repellente...e io continuo ad esserne schifata ...e continuo ad essere orgogliosa di non stare dietro ad una scrivania !!!
Cinzia Collacchioni
come avevo già detto nella mia lettera da voi pubblicata giorni fa.....