
Ieri il ministro della salute Speranza e quello degli interni Lamorgese hanno firmato un decreto che vieta lo spostamento delle persone da un comune a un altro se non per comprovate esigenze lavorative e di salute.
Il decreto è stato approvato per evitare, soprattutto, che le persone trasferitesi nel centro-Nord dal Sud Italia si spostino repentinamente verso il meridione a seguito della chiusura di molte attività produttive.
Chi può spostarsi
Nessuno potrà più spostarsi, almeno per il momento, dal comune in cui si trova attualmente.
Il Post spiega che "in precedenza, gli spostamenti - di qualunque tipo, quindi anche tra i comuni - erano possibili anche per 'situazioni di necessità' e per rientrare nel proprio domicilio, abitazione o residenza" (adesso questi due casi sono esclusi).
"È probabile - prosegue il giornale online - che nelle prossime ore arriveranno ulteriori chiarimenti da parte del governo, ma apparentemente quindi l'ordinanza proibisce di spostarsi tra un comune e l'altro per tariffa la spesa, per esempio, così come dal luogo dove si ha il domicilio in quello dove si ha la residenza".
Chi ha compravate esigenze lavorative: tutti i lavoratori del comparto socio-sanitario e della grande distribuzione, gli auto-trasportatori, i giornalisti, i professionisti come notai e avvocati (per questi è consigliato di ricorrere al telelavoro per quanto possibile), i meccanici, gli edicolanti, e tutti coloro che operano nei settori che rimarranno aperti.
Cosa si rischia
Per coloro che non rispettano queste disposizioni si applica l'articolo 650 del codice penale quindi si rischia l'arresto fino a 3 mesi e il pagamento di un'ammenda di migliaia di euro.