3 APR 2025
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Quattro chiacchere con David Baldi, il pilota mugellano "di Montagna" che vince anche su pista

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Quattro chiacchere con David Baldi, il pilota mugellano di Montagna che vince anche su pista Quattro chiacchere con David Baldi, il pilota mugellano di Montagna che vince anche su pista © n.c.
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Il prossimo fine settimana, sabato 15 e domenica 16 ottobre, si terrà la storica Cronoscalata Scarperia – Giogo, una gara in salita con auto storiche che da molti anni riunisce un nutrito pubblico di appassionati di motori, di cui vi daremo maggiori informazioni dopo la presentazione ufficiale di mercoledì a Scarperia.

Tra i protagonisti indiscussi di questa tradizionale cronoscalata, troviamo anche un pilota mugellano ancora poco conosciuto alle cronache locali, David Baldi (www.davidbaldi.it), uno sportivo che, dal karting all’automobilismo, ha formato la sua carriera con la passione e lo spirito di sacrificio che si richiede ai grandi campioni, costruendola passo dopo passo, gara dopo gara con umiltà e volontà, mettendosi alla prova ad ogni nuova sfida.

Tra le differenti discipline automobilistiche a cui prende parte, infatti, la specialità e la prima passione di Baldi resta senza dubbio la Velocità di Montagna, proprio le cosiddette ‘gare in salita’, di cui è stato più volte campione italiano ed europeo nel decennio 1999 - 2009:

Come pilota, io nasco come ‘scalatore’, come ‘salitaro’, non come ‘pistaiolo’, perché le gare in salita mi piacciono da impazzire: in queste gare si parte da un punto X e si arriva a un punto X, e il pilota deve memorizzare tutto ciò che riguarda la strada, studiare il tragitto, e poi  metterci del suo, ‘metterci del pelo’ come si dice in gergo, perché su strada non c’è modo di provare come in pista. La differenza è che in pista hai la possibilità di girare, anche se servono tantissimi soldi - per l’affitto della pista, per le gomme, la benzina, l’auto, i meccanici e via dicendo - ma piano piano in pista si impara. In salita no, se non hai le basi, le capacità, in salita non riesci. Lì l’unico modo di provare è a strada aperta, studiando il modo di percorrere meno strada nel minor tempo possibile, e in un certo senso bisogna essere predisposti per farlo, perché non c’è modo di allenarsi a strada aperta.”


David Baldi nella sua carriera professionistica ha collezionato diversi successi automobilistici, tra cui l’ultimo è arrivato proprio in questi giorni, quando lo scorso 2 ottobre si è guadagnato il titolo di Campione Europeo Assoluto del Trofeo Maserati Gran Turismo 2011 (www.maserati.it), giunto addirittura con una gara d’anticipo, grazie a 3 vittorie assolute e 6 di classe nel campionato. In questa particolare vittoria l’emozione più forte per David è stata probabilmente il fatto di essere incoronato campione proprio là dove tutto era cominciato per lui, perché il Trofeo Maserati quest’anno si è concluso proprio in ‘casa’, nel ‘suo’ circuito del Mugello, il tempio toscano dei motori:

“Negli anni ’70, quando mio padre correva, durante i turni di prove libere io andavo dentro il Mugello con lui. Stavo accanto, con la cintura di sicurezza, e giravo con lui. Quando poi per la prima volta, dopo circa 20 anni, ho rimesso piede al Mugello è stata una sensazione molto particolare, perché sentivo che quella pista era ‘mia’, perché c’ero stato da piccolo e poi ci sono rimontato su una macchina da corsa da grande, e la sentivo come qualcosa che faceva parte di me.

E comunque, a parte questo, dopo aver corso in diversi circuiti, io il Mugello lo ritengo uno dei più belli d’Europa, per come è fatto, per la sua tecnica, per tutto. Per questo sono orgoglioso ed emozionato di aver vinto proprio qui. Oggi in giro nel mondo tutti conoscono il Mugello, anche se dici ‘Mugello’ e dici ‘autodromo’. Io penso sia una fortuna per il Mugello avere l’autodromo, ma forse ancora il territorio non lo sa valorizzare a pieno, basti pensare che qui non c’è neanche un’emittente locale che si interessi al mondo dei motori.”


La carriera sportiva di Baldi trova la sua ispirazione sia nella tradizione tutta mugellana delle corse, sia nella passione familiare legata al mondo dei motori, visto che il padre, Paolo Baldi – che non a caso ha anche una concessionaria di auto - in gioventù è stato lui stesso un pilota. Infatti Davide comincia molto presto a correre, e a soli 14 anni si iscrive per la prima volta al Campionato Italiano di Motocross; dopo quella prima esperienza agonistica non ha più smesso di cavalcare le ruote, sia che si trattasse delle due ruote della moto che delle quattro dei kart, sia delle auto storiche che dei moderni prototipi, a cui è approdato nel 2003. E per chi è cresciuto nel Mugello come David, a pane, curve e motori, l’approccio all’automobilismo sportivo è ben diverso da quello che siamo abituati a vedere oggi in televisione, in diretta dai paddock tra divi, sponsor e ‘ombrelline’; il suo approccio al mondo delle corse, infatti, sembra appartenere a un altro mondo rispetto a quello generalmente trasmesso dai media, sembra un tuffo in una vecchia passione di altri tempi:

“Io ammiro molto i vecchi piloti come Materassi, come Pinto o come Sangry-là, quelli che davvero ci hanno insegnato. Le corse di un tempo, quelle sì che erano massacranti, erano talmente lunghe, si correvano sulle strade statali, con delle macchine che al confronto con quelle odierne si rizzano i capelli a pensarci, con dei dischi incredibili… Quelli erano i piloti ‘veri’, quelli che correvano per passione! E i miei primi ricordi di gare sono senz’altro legati a mio padre, perché mio padre negli anni ’70 correva. Però fino agli anni ’70 si correva diversamente, si correva per passione, oggi invece la cosa ovviamente si è trasformata, negli ultimi 20 anni si è trasformato tutto a livello professionistico, e il problema è che oggi servono troppi soldi per poter correre. Prima chi aveva una macchina di proprietà, metteva le ruote e la marmitta di ricambio nella macchina e partiva, poi cambiava ruote e marmitta, attaccava i suoi numeri e correva. Era semplice. Quella era proprio la passione pura! Oggi la storia si è molto evoluta, i team si muovono con bilici enormi e motorhome, e forse si è un po’ perso quello spirito… L’automobilismo, a livello partecipativo, oggigiorno è uno sport sempre più di nicchia.”


David è anche un pilota istruttore su pista CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana) e ha tenuto svariati corsi a diversi livelli, per professionisti e per principianti, anche con l’obiettivo di avvicinare e sensibilizzare i giovani verso questo sport, poiché molti di loro spesso ne sono affascinati ma ne rimangono esclusi per mancanza di possibilità, e allora danno sfogo al loro desiderio di velocità a strada aperta, con tutti i pericoli che questa pratica comporta:

“L’anno scorso noi piloti toscani si collaborava con l’ACI di Firenze e la polizia stradale, abbiamo fatto delle belle iniziative anche con le scuole, per cercare di far capire quel che è la pericolosità su strada, per esempio, all’interno di un progetto sulla sicurezza stradale. Ma poi, a breve, è morta anche questa iniziativa. Anche perché, come fai a dire a un ragazzo di venire in pista, con quel che costa?! Si potrebbero organizzare dei corsi, ma chi paga i costi?! Bisognerebbe ci fosse più sinergia tra le diverse istituzioni e organizzazioni, e che ognuno ci mettesse qualcosa del suo, perché questo ambiente è ancora troppo elitario, e invece sarebbe importante far capire ai giovani la differenza tra la guida su strada e l’automobilismo come sport. Perché lo sport è disciplina e proprio per questo è importante, perché è solo quando si inizia a correre che si capisce fino in fondo l’importanza del casco, l’importanza delle protezioni, della correttezza sportiva. Perché la pista fa maturare. E dopo, quando si vede qualcuno che in strada fa il bischero, capisci la differenza, perché sulla strada ci sono troppe variabili: ci sei te, ma ci sono anche gli altri, e sono tanti i fattori di rischio, sono tanti i pericoli, per te e per le altre persone. Per questo bisognerebbe che anche qui ci fosse una sinergia per rendere i circuiti più accessibili anche per le persone che hanno meno soldi: tutti andrebbero coinvolti!”

Foto 1 : David Baldi festeggia sul podio di Valencia

Foto 2 : Baldi in gara a Vallelunga

Foto 3 : La Maserati GT di Baldi

Foto 4 : David Baldi in conferenza stampa dopo una gara

(Foto Maserati)


 

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