
Come ogni anno domenica 1 marzo si è tenuta nella frazione di Castagno d'Andrea nel Comune di San Godenzo la tradizionale festa denominata "Il Funerale di Cecco" che , nonostante la pioggia, ha goduto di una grande partecipazione.
Si tratta di un rituale che si tramanda da sempre nella piccola frazione di Castagno d'Andrea, giusto a chiusura del Carnevale. L'antica rievocazione, curata ormai da anni dall'Associazione Andrea del Castagno, si svolge per le vie del Paese e narra la storia di "Cecco"(diminuitivo di Francesco). La storia narra che Cecco fosse l'amante leggendario di tutte le donne castagnine che, in assenza dei mariti, sopperisse ai "desideri affettivi" di queste. I mariti, venuti a conoscenza dell'oltraggio subito, denunciavano il fatto e richiedvano la messa al rogo dell'uomo.
Ad eccezione del testo della sentenza di condanna di Cecco, tutte le parti e i diversi ruoli della messa in scena sono improvvisati ogni anno a Castagno d'Andrea sulla base di uno schema generale ereditato dalla memoria dei più anziani del paese e messo in atto anche nelle edizioni precedenti: un corteo iniziale, il processo, il corteo funebre e il rogo sul Ponte di Ciliegi. I personaggi che interagiscono sono: il medico, il giudice, l'avvocato dell'accusa, l'avvocato della difesa, quattro portantini, donne da sole o in gruppo che inscenano pianti e lamenti per la morte di Cecco, uno o più suonatori per accompagnare i cortei il pubblico, e ovviamente il fantoccio del protagonista. La mattina stessa del giorno stabilito viene preparato il fantoccio di Cecco dotato di un finto membro virile che è fatto uscire e rientrare dalla cerniera dei pantaloni. Immancabile è l’aringa secca, appesa al collo o che sbuca dall’ altra tasca, simbolo della povertà cronica (Quaresima) e unico lascito di Cecco ai posteri. Durante il processo Cecco ha un malore e i resti per scaramanzia vengono bruciati.
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Il corteo è stato accompagnato, anche quest'anno, dall'Associazione culturale La Leggera, canti balli e musica per una festa che si tramanda di anno in anno. Quest'anno una grande novità: alla Chiesa di San Martino di Castagno d'Andrea, in prima assoluta l'omaggio di una grande artista Oxana Tregubova che ha mostrato la sua opera: "Intorno a Cecco". Pare, infatti, "che solo Cecco riesca a morire tutti gli anni e a vivere da secoli". L'opera, inserita all'interno del Progetto "Levante Contemporaneo 2018/2020" diretto dal Prof. A. Bimbi, Filippo Marranci Tomaselli Calvisi e l'Accademia delle Belle Arti di Firenze, ha contribuito a tramandare questa divertente leggenda popolare.