3 APR 2025
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Un anno senza San Sebastiano. Da San Godenzo al Louvre, le parole di Don Filippo

La statua di Baccio da Montelupo è in partenza per un anno di mostre, prima fra tutte il Louvre

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Interno dell'abbazia benedettina di San Godenzo Interno dell'abbazia benedettina di San Godenzo © Massimo Ravicioli
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Don Filippo Landini lo ha annunciato a tutti i fedeli, durante la celebrazione della messa: “A breve il nostro San Sebastiano partirà per un lungo viaggio e tornerà in sede tra circa un anno”.

La statua partirà da San Godenzo, infatti, martedì 25 febbraio in direzione Museo degli Uffizi di Firenze, dove per due mesi, sarà oggetto di un’opera di restauro. Il suo cammino però, sarà molto più lungo: due mostre nello stesso anno lo terranno lontano dal piccolo paese della Valdisieve, prima al Louvre, Parigi e poi, a seguire ,Milano.

Si tratta della statua lignea a grandezza naturale firmata Baccio da Montelupo realizzata nel 1506 per volere dei Servi di Maria e attualmente posta sopra un altare di marmo dalle figura geometriche, nella piccola abside della Basilica Benedettina di San Godenzo.

Come prevede la burocrazia in ambito artistico, il San Sebastiano è stato richiesto tramite lettera da J.Luc Martinez, presidente direttore Museo Louvre, al direttore di Arte Sacra Don Alessandro Righi della Diocesi di Fiesole e alla Soprintendenza per i beni Architettonici Paesaggistici Storici e Artistici delle Provincie di Firenze, Pistoia e Prato, nella figura di Jennifer Celani.

La mostra di Parigi e Milano terrà il nostro S.Sebastiano lontano fino ai primi giorni di gennaio 2021.- ci racconta Don Filippo, - E’ stato dato un valore assicurativo di 400,000 euro per il viaggio che l’opera dovrà fare; noi come abbazia abbiamo chiesto un contributo di 4200 euro per la conservazione della statua e il patrimonio della Badia.”

L’opera, infatti, verrà sottoposta ad un particolare trattamento anti-tarme per prevenire eventuali contagi che la stessa potrebbe avere a contatto con altre statue che sarà curato direttamente dagli Uffizi. Dal 1989 il San Sebastiano non aveva avuto nessun tipo di intervento di restauro.

E' un’opera rarissima, particolarmente significativa perché viene considerata come anello di congiunzione fra la scultura quattrocentesca, legata a Donatello e l'espressionismo di matrice più michelangiolesca. “Non solo, - aggiunge il parroco di San Godenzo - Baccio da Montelupo era specializzato in terrecotte e questa è una rarissima eccezione nel suo curriculum ! Molto conosciuta perché più volte richiesta per esposizioni e mostre. Nel 2017 ci fu chiesta dagli Uffizi per un’esposizione specifica su statue lignee del ‘400. In quell' occasione fu vista dagli ideatori delle mostre a Milano e a Parigi che ci hanno contattato." “ Di recente -continua Don Filippo - ho avuto anche la visita di uno storico d’arte di Baccio da Montelupo che mi ha fatto notare lo sguardo assorto del Santo mentre sta per morire”.

Quest’opera fu commissionata per volere dei Servi di Maria che seguirono ai Monaci Benedettini dal 1482 fino a metà del XVII sec, nella Basilica di San Godenzo. Oltre a questa statua i Servi di Maria commissionarono a Baccio da Montelupo, anche un Busto di Cristo in terracotta, attualmente conservato nella sacrestia della chiesa, più un’altra opera raffigurante San Gaudenzio insieme ai due santi compagni, Luciano e Marziano, oggi conservata presso la Galleria Venezia a Roma.

Durante l’assenza di San Sebastiano - conclude il parroco - metterò il Busto di Cristo sull’altarino, nell’abside. Così i fedeli si sentiranno meno soli e chi vorrà avrà modo di vedere un’altra bella opera d’arte”.

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