
Il Gruppo Consiliare Centrosinistra di Vicchio interviene su una questione controversa, che ha visto protagonista anche il nostro giornale, ossia la pubblicazione dei nomi delle persone oggetto di misure cautelari nell'ambito dell'inchiesta sullo spaccio di droga e psicofarmaci in Mugello di alcuni giorni fa.
Così, dopo aver ringraziato l’Arma dei Carabinieri per l’operazione, afferma:
Desideriamo però condannare la scelta fatta da alcune testate giornalistiche di pubblicare nomi e cognomi delle persone coinvolte; non ci piace questo tipo di giornalismo, che non attende le sentenze ma pubblica in prima pagina i nomi degli indagati solo per vendere qualche copia in più. Nessuno pensa che dietro a questi ragazzi ci sono delle famiglie che stanno vivendo un momento terribile a cui si aggiunge la vergogna di essere sbattuti in prima pagina?
Se la Magistratura li riterrà colpevoli, pagheranno per le loro azioni; ma che necessità c’era di aggiungere un'umiliazione davanti a tutta l’opinione pubblica?
Inoltre crediamo che l'articolo sia oggettivamente scritto male. Premesso che condanniamo lo spaccio in qualsiasi forma e di qualsiasi sostanza ma sarebbe stato opportuno distinguere le varie attività.
Tutte le persone citate sono coinvolte sia nello spaccio di erba che in quello dei medicinali?
É un fatto dimostrabile? Sono tutti indagati per entrambe le vicende? Nella confusione dell'articolo questo si capisce e se non fosse così crediamo che si sarebbe dovuto distinguere, nonostante la condanna per entrambi i fatti.
Per tutti questi momenti ci sentiamo di offrire massima vicinanza a tutte le famiglie coinvolte.
Chiudiamo parlando della citazione dell'Istituto d'Istruzione Superiore Chino Chini.
Non riusciamo proprio a comprendere il bisogno di citare questa scuola, considerando anche gli ampi spazi di condivisione con l'altro istituto superiore presente.
In questo modo si scredita il lavoro di migliaia di studenti, anche del nostro paese, che ogni anno frequentano quella scuola e che niente hanno a che fare con la vicenda. Queste sciocche discriminanti non hanno veramente senso di esistere.
Le parole sono importanti, crediamo che il mestiere del giornalista sia fondamentale nella nostra società.
C'è modo e modo di fare informazione, c'è una serietà oggettiva nel riportare una notizia che ormai siamo abituati a non vedere ma ci piacerebbe tornasse di moda. Ridiamo dignità a questa professione.
Gruppo Consiliare Centrosinistra di Vicchio
Visto che anche OK!Mugello, in quell'occasione, ha pubblicato i nomi dei ragazzi coinvolti (rilanciando quanto scritto su La Nazione dal giornalista Stefano Brogioni). Per questo teniamo a precisare la nostra posizione e in che modo abbiamo agito. Come detto, quando noi li abbiamo scritti, i nomi erano già stati diffusi da altra testata, che noi abbiamo citato (appunto Stefano Brogioni su La Nazione). Precisiamo questo non per nasconderci o scaricare le responsabilità su altri, ma solo per stabilire la corretta sequenza dei fatti. Il nostro lavoro è raccontare quello che accade in Mugello (lo facciamo di solito come fonte primaria, lo abbiamo fatto in quel caso citando un articolo di altro giornale che sapevamo potesse essere controverso, ma che indubbiamente era la 'notizia del giorno'). Chi racconta un territorio, lo fa con onori e oneri. E noi quel giorno abbiamo ritenuto di dare conto della scelta de La Nazione.
D'altro canto, siccome spesso si accusa la stampa di 'sbattere il mostro in prima pagina' e poi dimenticarlo, ci siamo impegnati a seguire la vicenda dando spazio agli avvocati difensori. Con almeno uno di loro (e questo è un lavoro nostro, esclusivo) abbiamo stabilito un contatto che ci ha portato ad annunciare, prima, la decisione di presentare ricorso e poi (questo sarà materia di un articolo in uscita proprio domani) la decisione del giudice per la revoca della misura. Precisiamo infatti, se ce ne fosse bisogno, che i nomi erano quelli dei destinatari delle misure cautelari. Tutte persone, naturalmente, maggiorenni.
Un passaggio infine sulla scuola. Riteniamo che sia nostro diritto di poter dire (e diritto dei cittadini di poter sapere) dove sono accaduti certi episodi. Non possiamo e non vogliamo certo condannare la scuola, che in questi anni tanto ha fatto per garantire ai propri studenti un ambiente di studio sicuro e sereno; ma non possiamo neanche fare autocensura. Forse non sarebbe giusto neanche nei confronti delle famiglie degli alunni che quella scuola frequentano.
Nella nota del centrosinistra si chiede poi di ridare dignità alla professione di giornalista. Ebbene è proprio quello che facciamo raccontando ogni giorno il Mugello con professionalità. Lo facciamo appunto anche quando c'è da parlare di quello che accade nel nostro territorio. Vicende delle quali abbiamo sempre parlato con completezza e trasparenza.
Alessandro G.
Quando si ha a che fare con reati commessi nei luoghi che frequentiamo noi e i nostri cari e che mettono a rischio salute e incolumità dei giovani , bisogna chiedersi dove finisce la Privacy e dove inizia l'Omertà, perchè l'antidoto che ha la Società in questi casi è farli venire alla luce del Sole, trattandosi di fenomeni che proliferano nell'ombra e nella disattenzione. Un volta i locali pubblici nei pressi dei quali avveniva lo spaccio o altri reati, venivano chiusi anche per giorni, ad oggi non sappiamo nemmeno se l'Oratorio interessato sia quello di Borgo o di Vicchio, anzi non viene più nemmeno menzionato nell'articolo e nell'interrogazione, e questo non va bene, sicuramente non eleva il livello di attenzione su quel luogo, favorendo così il ripetersi di certi fenomeni.
Giuseppe Casamassima
Avete fatto benissimo. La privacy è una cosa che viene raggirata continuamente. Basta fare un semplice contratto. Chiedono un miliardo di firme per eluderla. Lo spaccio di droga è un reato grave che può portare alla morte esseri umani deboli. Non per fare processi sommari. È compito del tribunale. Ma se è un mio dirimpettaio voglio isolarlo. Metterlo in quarantena! Grazie ai Carabinieri di Borgo