
Dopo i lazzaretti nelle Rsa e il rischio pandemia in tutte le comunità (disabili, etc...) l'allarme cresce anche nelle strutture ospedaliere. L'Ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri prima linea del fronte fin dall'inizio della pandemia è ufficialmente un focolaio.
Una nota di Ausl Toscana centro sono 28 fra medici e infermieri quelli risultati positivi al Covid 19. Erano asintomaci, ma questo è il risultato di soli due giorni di tamponi. 150 quelli fatti per l'esattezza e i numeri sono destinati a salire.
"Siamo molto in ansia - racconta un operatore sanitario del Pronto Soccorso - non siamo stati ascoltati. E' da tantissimo tempo che chiediamo tamponi, almeno una volta a settimana per la sicurezza nostra, delle nostre famiglie e soprattutto dei pazienti che curiamo dalla mattina alla sera".
Quelli proclamati eroi e mandati a combattere una guerra a mani nude chiedono di fare sentire la loro voce e ringraziano noi della stampa per concederli quest'opportunità
"I tamponi hanno iniziato a farli solo da due giorni e i numeri parlano chiaro. 4 positivi al Pronto Soccorso, 25 in un reparto medicina e un'intera chirurgia chiusa. Tutto è iniziato - continua il racconto di quest'operatore - una settimana fa quando si è iniziato a fare i seriologici a tutti i sanitari e a tutti i pazienti. Ma purtroppo, come sappiamo, l'esame sierologico ancora non è un esame raffinato per il Covid 19 tant'è che ci sono sierologici negativi che al successivo tampone sono risultatri positivi.
Siamo preoccupati e arrabbiati perché è dai primi giorni di marzo che chiediamo ogni giorno a gran voce i tamponi una volta a settimana per tutti gli operatori sanitari."
A tal proposito non ci è giunta la voce del Primario del Santa Maria Annunziata ma ci ha fatto riflettere quella brusca ma chiara del Professor Grifoni, Primario del Pronto Soccorso di Careggi, che ha affermato che se si facessero i tamponi al personale sanitario gli ospedali chiuderebbero...
"Purtroppo - prosegue il racconto - abbiamo appena iniziato e temo che i numeri dei tamponi positivi siano destinati a salire considerando che abbiamo già due colleghi in rianimazione e al Pronto Soccorso anche se esistono percorsi separati fra Covid positivi e negativi la realtà è che gli operatori vengono turnanti indifferentemente fra i due reparti. Siamo quindi ipoteticamente dei vettori pericolosi per le persone di cui ci prendiamo cura."
Amara la conclusione del nostro interlocutore "facciamo tanti sacrifici, siamo stanchi, abbiamo azzerato le nostre vite, non vediamo i nostri famiiari da mesi e poi scopriamo che siamo nei guai perché si corre ai ripari solo quando i cocci sono rotti":
Vi terremo aggiornati