
Non si abbassano i toni della discussione dopo lo scellerato e carbonaro taglio degli alberi in piazza Elia della Costa (articolo qui). ma soprattutto a seguito del sit in che è andato in scena sabato scorso e che ha visto anche la presenza di molti residenti sorpresi dall'amara scoperta.
In prima fila i Comitati che si riconoscono sotto la bandiera di Ribella Firenze la cui leader Francesca Marrazza è stata candidata anche come sindaca alle scorse amministrative e che nei giorni scorsi hanno depositato un esposto contro il comune di Firenze per danno ambientale e alla salute pubblica (leggi qui).
A mobilitarsi sabato c'era anche Barbara Nannucci, ex consigliera comunale della Lega e attuale consigliera del Quartiere 3.
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I numerosi cittadini che, nell’arco di circa due ore di presidio, si sono alternati hanno espresso, in maniera pressoché unanime, la loro contrarietà sia al taglio degli alberi sia a un sistema di trasporto pubblico che, a loro avviso, arreca un grave danno al verde pubblico fiorentino.
Gli agguerriti uomini e donne di Ribella Firenze sottolineano come l’abbattimento di circa ottocento alberi rischi di modificare radicalmente l’aspetto dei viali, senza che siano stati forniti dati chiari e documentati sui presunti benefici in termini di riduzione del traffico.
Inoltre, la sostituzione di così tanti alberi adulti con esemplari giovani, anche in numero superiore rispetto a quelli abbattuti – come sostenuto da tempo dall’amministrazione – non può compensare la perdita del patrimonio arboreo esistente. Gli alberi necessitano infatti di decenni per crescere, rendendo il saldo verde complessivamente negativo e facendo apparire irrealistico il piano sul verde pubblico presentato nei giorni scorsi alla stampa dal sindaco Funaro.
Molti cittadini si chiedono, inoltre, perché il Comune di Firenze continui a insistere su un progetto di trasporto pubblico ritenuto obsoleto. Secondo la memoria collettiva, infatti, questo sistema venne presentato ai Consigli di Quartiere già negli anni ’80, per poi essere avviato concretamente vent’anni dopo, in un contesto urbanistico profondamente mutato.
I partecipanti alla manifestazione, documenti alla mano, hanno citato come esempi virtuosi altre città italiane, tra cui Perugia, realtà simile a Firenze per dimensioni, che ha optato per un sistema tramviario su gomma. Questo modello, caratterizzato da un impatto ridotto sul traffico, sull’estetica urbana e sull’ambiente, è inoltre dotato di un innovativo sistema di ricarica automatica dei convogli direttamente alle pensiline.
Particolare ribadito anche da Barbara Nannucci. "Sabato scorso, durante l’incontro con i cittadini in piazza Elia Dalla Costa, ci siamo imbattuti in una situazione inaccettabile: la recinzione del cantiere di viale Giannotti era priva di qualsiasi segnaletica obbligatoria per legge. Presenti solo alcune lampade segnaletiche da cantiere, insufficienti a garantire la sicurezza e la trasparenza dovute. Abbiamo immediatamente contattato la Polizia Municipale di Porta al Prato, che ci ha suggerito di scrivere alla Direzione Ambiente, poiché sembrava che il cantiere fosse di loro competenza. Dopo aver scritto al Dirigente, la risposta è stata chiara: il cantiere non è in carico alla Direzione Ambiente. E allora ci chiediamo: di chi è la responsabilità?
Possibile che si aprano cantieri, si taglino alberi, si modifichi lo spazio pubblico senza che nessuno sappia chi debba rispondere dei lavori in corso? Questa mancanza di chiarezza non è solo un problema amministrativo, ma un rischio concreto per la sicurezza dei cittadini e un segnale preoccupante di cattiva gestione.
Se il buongiorno si vede dal mattino, il futuro del Quartiere 3 non promette nulla di buono. A breve saremo invasi dai cantieri per la tramvia e, se questi sono i presupposti, è lecito domandarsi con quanta superficialità verranno gestiti lavori ben più complessi. Basta scaricabarile. Vogliamo trasparenza, responsabilità e sicurezza. I cittadini hanno il diritto di sapere chi gestisce i cantieri e di poter contare su un controllo serio ed efficace da parte delle istituzioni. Il Q3, così come Firenze tutta, merita di meglio. Merita quel rispetto che questa Amministrazione pare proprio non voler riconoscere", conclude il consigliere della Lega al quartiere 3 di Firenze.